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Verificato per censura. Lettere e cartoline di soldati romagnoli nella prima guerra mondiale

ISBN :9788865414385

Giuseppe Bellosi

Marcello Savini

Presso la Biblioteca Malatestiana di Cesena è conservata una tra le più consistenti raccolte italiane di autografi di soldati della prima guerra mondiale, realizzata a partire dal 1915, come parte di una vasta ricerca promossa dal Comitato nazionale per la storia del Risorgimento: sono circa duemila lettere e cartoline di militari cesenati, di ambito...

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Presso la Biblioteca Malatestiana di Cesena è conservata una tra le più consistenti raccolte italiane di autografi di soldati della prima guerra mondiale, realizzata a partire dal 1915, come parte di una vasta ricerca promossa dal Comitato nazionale per la storia del Risorgimento: sono circa duemila lettere e cartoline di militari cesenati, di ambito popolare, soprattutto contadino.
Giuseppe Bellosi e Marcello Savini hanno studiato tale fondo e scelto oltre trecentosettanta testi tra i più significativi, che costituiscono una documentazione di straordinaria importanza.
La forte valenza storica e umana di questi scritti sta nel testimoniare essi il colpo lacerante che la Grande Guerra inflisse a un tessuto esistenziale ordito di secolari esperienze. Il popolo contadino, da sempre investito nella sua quotidianità dalla violenza fatta di fame, di malattie e di guerre, aveva mantenuto una sua fissità nello spazio; ora veniva deportato a centinaia di chilometri di distanza e gettato in una devastante fornace che fece deflagrare reazioni individuali e collettive prima sconosciute, in una durissima condizione di solitudine psicologica. Di qui l’ansiosa necessità di comunicare, di chiedere, di sapere, piegandosi a uno strumento mai maneggiato prima dai più: la scrittura. Il che significava scontro con le parole, affanno per organizzarle, ricorso a chi sapeva scrivere, per confezionare messaggi di rassegnazione, di ubbidienza, di ribellione, di idealismo ingenuo, di esibizionismo ardito, di rimpianto di luoghi e tempi perduti. La lettura di questi messaggi conferma la possibilità di fare la storia dei subalterni, i quali, da una guerra che inghiottì in quattro anni e su fronti vastissimi milioni di morti e provocò milioni di invalidi, furono catapultati sulla prima linea della storia. Questi soldati della Romagna, strappati alla loro cultura, lentissima ad evolversi e funzionale all’ordine sociale esistente, immersi di colpo nell’universo concentrazionario della trincea, negli assalti apocalittici e nell’atmosfera allucinata dei campi disseminati di cadaveri, traumaticamente si ‘culturalizzano’ e formano un ‘parlante collettivo’ che lo storico, e non solo lo storico, deve sapere ascoltare.
L’edizione dei testi è preceduta da due ampi saggi: «Copperto di Bidocchi e di passione» di Marcello Savini, che li inquadra storicamente, e La voce «in un pezo di carta» di Giuseppe Bellosi, che ne esamina l’aspetto linguistico, analizzando il passaggio dall’oralità popolare e dal dialetto alla scrittura e alla lingua italiana.

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