Società Editrice «Il Ponte Vecchio»

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Signorie di Romagna

 

1. John LARNER, Signorie di Romagna
Esaurito da anni, Signorie di Romagna è un libro “mitico” nella storiografia romagnola. La sua esposizione, che abbraccia i secoli XIII, XIV e XV, si inserisce energicamente nella storia locale, apportandovi un contributo vivificatore. Come sottolinea Augusto Vasina, si tratta di un libro di particolare rilievo, per l’intrinseca forza evocativa delle tradizioni popolari romagnole, delle costumanze cavalleresche e delle consuetudini rustiche e bellicose della nobiltà locale, in una parola, dell’anima dei Romagnoli di quei lontani secoli, rappresentati nei loro atti e nelle loro istanze anche attraverso una suggestiva sequenza di testimonianze poetiche e letterarie. L’opera si raccomanda, in particolare, ai Romagnoli che conservano ancora viva la consapevolezza di quanto valore abbia la cultura storica della loro regione. In conclusione, un grande libro, che non può assolutamente mancare nelle biblioteche di appassionati e studiosi. Pagg. 366, euro 15,00

2. Marco VIROLI, Caterina Sforza leonessa di Romagna
Dal gran corteo che dalla corte sforzesca di Milano la portò alla corte forlivese (e romana) di Girolamo Riario fino alla indomita resistenza della rocca di Ravaldino, assediata da Cesare Borgia, il libro racconta minutamente la straordinaria esistenza di Caterina Sforza, che il destino portò a farsi signora di Forlì e Imola, in quella Romagna dalla quale era partita l’avventura del suo avo Muzio Attendolo Sforza. Il libro ricostruisce la trama complessa della politica italiana di quegli anni, tra gli intrighi e i tradimenti delle corti signorili del tempo (la Roma dei papi, la Firenze medicea, la Urbino montefeltrana, la Venezia oligarchica, fino alla Forlì dei Riario e alle corti degli altri signori romagnoli, sempre in agguato). Al centro del libro, naturalmente, l’impavida signora di Forlì, rappresentata nei suoi amori molteplici, nei suoi odî indomabili e nelle sue sanguinarie vendette, infine nel suo valore guerriero, dimostrato ora nei fatti d’arme di Castel Sant’Angelo, ora nella difesa eroica della rocca forlivese contro il Valentino: un “antico valore” che certamente le veniva dall’avo venuto da Cotignola a memorabili imprese e che ella trasmise al figlio Giovanni dalle Bande Nere, ultimo grande capitano di ventura della storia italiana. Pagg. 224, euro 15,00.

 3. Sergio SPADA, Romagna, 1270-1302. I tempi di Guido da Montefeltro e Maghinardo Pagani da Susinana
 La Romagna degli ultimi trent’anni del Duecento è una terra impoverita e violenta, caratterizzata da forti tensioni e da lotte furibonde fra guelfi e ghibellini. Terra di confine, stretta tra le mire egemoniche della guelfa Bologna e le pretese del Papato, la Romandiola diviene, insieme con la Toscana, l’epicentro dello scontro, come dimostrano le due battaglie più famose: San Procolo (1275), che ferma le mire bolognesi, e la battaglia di Forlì del 1282 (il sanguinoso mucchio evocato da Dante nel canto XXVII dell’Inferno), che blocca momentaneamente le pretese del Papato e dei suoi alleati, gli Angioini. Fra i numerosi personaggi che attraversano la storia della “perfida” Romagna di quest’epoca turbolenta, campeggiano Guido da Montefeltro, il grande campione ghibellino, e Maghinardo Pagani da Susinana, il leoncel dal nido bianco, signore di Imola e Faenza. È il tempo in cui si creano le condizioni politiche e sociali per la formazione delle Signorie romagnole, qui evocato da Sergio Spada in pagine suggestive. Pagg. 184, euro 15,00.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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