Quando l’avemmo per la prima volta tra le mani, considerammo subito «la Ludla» una sorella di «Confini» e subito sentimmo la necessità di legare ad essa «Il Ponte Vecchio», di farci suoi editori. Era un desiderio alimentato da molte ragioni: per il progetto culturale che abbiamo perseguito fin dalla nostra nascita – la valorizzazione della cultura romagnola e la volontà di essere un riferimento immediato per studiosi ed autori delle province romagnole – «la Ludla» ci parve uno dei nostri specchi, in virtù della bellezza delle sue pagine, dei materiali che tratta, dell’impegno, della passione e della competenza degli amici della Associazione Schürr.
Per queste ragioni abbiamo proposto ai responsabili della rivista un patto che è parso loro generoso e che riempie noi di una particolare contentezza, come non può non essere pensando che – accanto alla «Piê» – le due maggiori riviste di cultura romagnola, appunto «la Ludla» e «Confini», escono dalle officine del «Ponte Vecchio».
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